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	<title>MARTE GALLERIA</title>
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		<title>untitled group show</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 09:39:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[UNTITLED group show si inaugura sabato 17 luglio alle ore 21.00 con le opere di sei artisti, tre donne  e tre uomini, da tempo e in modo diverso legati ai questi primi tre anni di attività della galleria.
Marina Bretschneider, tedesca molto legata al nostro territorio presenta 12 tavole 60&#215;60 con pigmenti, smalti e foglia d&#8217;oro. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>UNTITLED</strong> group show si inaugura sabato 17 luglio alle ore 21.00 con le opere di sei artisti, tre donne  e tre uomini, da tempo e in modo diverso legati ai questi primi tre anni di attività della galleria.</p>
<p><strong>Marina Bretschneider</strong>, tedesca molto legata al nostro territorio presenta 12 tavole 60&#215;60 con pigmenti, smalti e foglia d&#8217;oro. <strong>Carin Grudda</strong> pittrice scultrice è l&#8217;artista con cui è stata inaugurata la galleria nel 2007. Le sue sculture di grandi dimensioni in bronzo stanno occupando le piazze delle città europee, noi ricordiamo con piacere il grande Pegaso che ha soggiornato nel giardino della galleria per più di un anno. Grudda sarà presente con due quadri ad olio su tavola e i piccoli bronzi. <strong>Rosie Zuern</strong> arriva da Stoccarda, si è da poco trasferita nell&#8217;entroterra ligure, è soprattutto scultrice e grande disegnatrice. Le sue opere in ferro sono silouette di figure umane in grandi dimesioni che ricostruiscono in giardino un ambiente da &#8220;spiaggia&#8221;. <strong>Clarindo Bassani</strong> presenta due grandi tele in acrilico di notevole suggestione, solitudini metropolitane con ambienti quasi postindustriali. <strong>Antonio Nepita</strong> si dedica ancora al tema del mare con i suoi lavori a tecnica mista su tela. <strong>Pierpaolo Quaglia</strong> instancabile sperimentatore, continua il suo lavoro di ricerca sia sulla tecnica pittorica che sui materiali, presentando un lavoro di grandi dimensioni in cui riutilizza i materiali risultanti dalla demolizione di uno stabilimento balneare.</p>
<p>UNTITLED  rimarrà aperta sino al 25 settembre e occuperà il salone e il giardino della galleria. Nella sala piccola sarà possibile vedere una parte delle opere degli artisti che hanno esposto su M&#8217;arte: Ermenegildo Atzori, Vittorio Marangoni, Bogomir Krajnc, E5io, Sandra Miranda, Cynthia Korzekwa e un assaggio delle opere di Alessio Faccio Gofas.</p>
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		<title>natura morta di bogomir krajnc</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 06:27:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si inaugura sabato 22 maggio 2010 alle ore 17.30 presso la Galleria M’ARTE di Arma di Taggia, la personale dell’artista Austriaco BOGOMIR KRAJNC.  Designer, fotografo, pittore Krajnc presenta 35 fotografie da negativo su carta baricata, 11 mixed media su carta e tela. Nato nel 59 in Slovenia ha iniziato ad esporre a soli 16 anni,  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si inaugura sabato 22 maggio 2010 alle ore 17.30 presso la Galleria M’ARTE di Arma di Taggia, la personale dell’artista Austriaco BOGOMIR KRAJNC.  Designer, fotografo, pittore Krajnc presenta 35 fotografie da negativo su carta baricata, 11 mixed media su carta e tela. Nato nel 59 in Slovenia ha iniziato ad esporre a soli 16 anni,  girando il mondo ha fatto personali in Liechtenstein (Vaduz), Austria (Dornbirn), Svizzera (St. Gallen), e Bangkok. Proprio nella città Thailandese, protagonista delle sanguinose sommosse di questi giorni, Krajnc vive e lavora. Influenzato dall’ART BRUT da artisti surrealisti come MAX ERNST  e dall’ARTE ZEN le sue opere sono di forte impatto emotivo, eppure delicate quasi “silenziose”. La mostra sarà aperta dal 22 maggio 2010 al 3 luglio 2010 dal martedì al sabato dalle ore 16.00 alle 19.30 presso la galleria M’ARTE in via san Giuseppe 22, Arma di Taggia. Per informazioni tel 393 9145584 o visitate il sito www.martegalleria.it</p>
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		<title>vittorio marangoni riscalda la memoria</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 11:59:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
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Arriva sabato 17 aprile alle ore 18,30 (vernissage) su M&#8217;arte l&#8217;artista Bolognese Vittorio Marangoni con la personale Sider-azioni 15 opere su tavola e vecchie finestre. La mostra è stata presentata lo scorso mese di dicembre, presso lo Spazio dell&#8217;Associazione GRAFIO di Prato, nell&#8217;ambito della manifestazione “Le Forme del Narrare 9”. In questa seconda tappa di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Arriva sabato 17 aprile alle ore 18,30 (vernissage) su M&#8217;arte l&#8217;artista Bolognese Vittorio Marangoni con la personale Sider-azioni 15 opere su tavola e vecchie finestre. La mostra è stata presentata lo scorso mese di dicembre, presso lo Spazio dell&#8217;Associazione <a href="http://www.grafio.net/">GRAFIO</a> di Prato, nell&#8217;ambito della manifestazione “Le Forme del Narrare 9”. In questa seconda tappa di sider-azioni l&#8217;artista presenta 5 nuovi lavori rispetto a quelli già visti in toscana.</p>
<p>Dal 1982 al 2006, Marangoni, ha lavorato in qualità di scenografo con la compagnia &#8220;Teatro Evento&#8221;, teatro stabile di innovazione per ragazzi e giovani, firmando le scenografie di oltre trenta produzioni teatrali. E per la stessa compagnia dal 1994 al 2005 è stato direttore del Teatro Comunale di Casalecchio di Reno (Bologna). In ambito teatrale ha avuto importanti riconoscimenti, tra i quali il premio ETI della critica &#8220;Stregagatto&#8221; per una produzione del Sipario Toscano di Cascina. All&#8217;attività di scenografo affianca quella di formatore, realizzando seminari per insegnanti e laboratori rivolti a bambini e ragazzi della scuola primaria; e quella di illustratore di libri per ragazzi collaborando con le case editrici Cappelli e Nicola Milano. Nel 2007, su incarico della Provincia di Bologna e in collaborazione con la Cooperativa &#8220;La Baracca&#8221; e la Fondazione ATER Formazione, ha curato presso il Teatro &#8220;Testoni&#8221; di Bologna una indagine conoscitiva sul teatro-ragazzi nella provincia di Bologna, una delle prime in Italia &#8211; i risultati della ricerca sono stati pubblicati e presentati nell&#8217;ambito del convegno nazionale &#8220;Pro-bim-BO&#8221; nel marzo 2008. Dal 1996 espone le sue opere in varie gallerie del territorio nazionale.</p>
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		<title>ombre di fuoco immagini dal vernissage</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 11:28:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è aperta con il vernissage della mostra &#8220;ombre di fuoco&#8221; di Ermenegildo Atzori la programmazione primaverile della Galleria M&#8217;Arte. L&#8217;artista è stato intervistato dal giornalista Giovanni Choukhadarian permettendo così al pubblico presente di approfondire il percorso artistico di Atzori.


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Si è aperta con il vernissage della mostra &#8220;ombre di fuoco&#8221; di Ermenegildo Atzori la programmazione primaverile della Galleria M&#8217;Arte. L&#8217;artista è stato intervistato dal giornalista Giovanni Choukhadarian permettendo così al pubblico presente di approfondire il percorso artistico di Atzori.</p>

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		<title>ombre di fuoco su m&#8217;arte</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 07:10:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[

M’ARTE GALLERIA 
Arma di Taggia &#8211; Imperia, via San Giuseppe n. 22, 
13 Marzo 2010 ore 18,30
 
La mostra Ombre di fuoco di Ermenegildo Atzori 
a cura di Bianca Laura Petretto
 
Il videoarte Shadow and fire Ermenegildo Atzori
di Bianca Laura Petretto 
 
Il catalogo Shadow and fire Ermenegildo Atzori 
a cura di Bianca Laura Petretto
(Edizioni Giorgio Bombi)

 
B&#38;BArt Museo internazionale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong>M’ARTE GALLERIA </strong></p>
<p><strong>Arma di Taggia &#8211; Imperia, via San Giuseppe n. 22, </strong></p>
<p><strong>13 Marzo 2010 ore 18,30</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>La mostra Ombre di fuoco di Ermenegildo Atzori </strong></p>
<p><strong>a cura di Bianca Laura Petretto</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Il videoarte </strong><strong>Shadow and fire</strong><strong> </strong><strong>Ermenegildo Atzori</strong></p>
<p><strong>di Bianca Laura Petretto </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Il catalogo </strong><strong>Shadow and fire Ermenegildo Atzori</strong><strong> </strong></p>
<p><strong>a cura di Bianca Laura Petretto</strong></p>
<p><strong>(Edizioni Giorgio Bombi)</strong></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>B&amp;BArt Museo internazionale di arte contemporanea</strong> e <strong>M’ARTE GALLERIA </strong>(Arma di Taggia-Imperia), con la collaborazione di <strong>(In)visibile</strong> di <strong><em>Thomas e Bernhard Lehner</em></strong> (Cagliari) e <strong>Casa di Moda De Modè</strong> di <strong><em>Gian Giuseppe Pisuttu</em></strong> e <strong><em>Anna Maria Baldinu</em></strong>, inaugurano la mostra <strong>Ombre di fuoco</strong> <strong>di Ermenegildo Atzori</strong> <strong><em>a cura di Bianca laura Petretto.</em></strong></p>
<p><strong><em>Si tratta del secondo appuntamento artistico, </em></strong>proposto all’interno del progetto nazionale Ombre di fuoco 2010 voluto da quattro strutture espositive all’avanguardia che promuovono e investono in giovani talenti con produzioni d’arte contemporanea.</p>
<p>Nell’innovativa <strong>M’ARTE GALLERIA a Arma di Taggia</strong> si sviluppa un percorso artistico attraverso l’esposizione di 40 opere pittoriche, plastiche e scultoree dell’artista Ermenegildo Atzori, con tecniche differenti e innovative;</p>
<p>I ritratti che escono dal buio, realizzati con il piombo fuso accompagnano il visitatore in un luogo dell’ombra con una versione suggestiva della materia, per poi trovare sagome e mezzi busti di vetro e poliuretano. Le opere sono esposte alle pareti, sul pavimento e nel giardino; l’allestimento esterno inserisce le plastiche e le sculture nell’ambiente naturale.<strong> Orme di fuoco </strong>propone una selezione di opere realizzate dall’artista tre il 2005 e il 2010.</p>
<p>Nella stessa serata si presenta il <strong>videoarte Shadow and fire</strong> Ermenegildo Atzori di Bianca Laura Petretto con le musiche dei Garuà, un sofisticato gruppo jazz italiano e il<strong>Libro – catalogo Shadow and fire</strong> Ermenegildo Atzori di Bianca Laura Petretto con le fotografie originali di Paolo Medas (<em>collana personalflash di B&amp;BArt Museo arte contemporanea, Edizioni Giorgio Bombi).</em> In una serata esclusiva, promossa da B&amp;BArt Museo internazionale d’arte contemporanea e <strong>M’ARTE GALLERIA</strong> a Arma di Taggia (Imperia), <strong>il 13 Marzo 2010, a partire dalle ore 18,30</strong> Marco Barberis, promuove l’arte contemporanea attraverso un allestimento di opere che dal colore arrivano al nero disintegrando la forma per recuperare il volume e restituendo ritratti e visi di personaggi famosi interpretati nella loro umanità. Un modo originale e moderno di usare la materia per raccontare spazi di uomini e donne che si sono spinti oltre per perdersi, ma anche per vedersi e per essere scoperti.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>SHADOW AND FIRE</p>
<p><strong>Ermenegildo Atzori</strong></p>
<p><em>Regia di Bianca laura Petretto </em></p>
<p><em>Fotografie di Paolo Medas</em></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><strong>Un videoarte di 5’ che viaggia tra il videoclip e il cinema. Un racconto, una storia della creatività. Un artista che sperimenta nuovi materiali e cerca piste espressive forti e persuasive per la sua irrequieta smania di fare. Frames di opere informali che essudano il colore come materia e una performance che racchiude la follia dell’artista. Il guizzo irrefrenabile di distruggere la propria opera con il fuoco, un modo rituale che esorcizza e incanala le forze occulte, non governabili dell’inquietudine.</strong></p>
<p><strong>La performance di Ermenegildo Atzori nasce da un lungo viaggio fatto di scuola, di prove e di silenzi, passando dall’esercizio al lavoro costante e impegnativo del quotidiano labor sperimentale dell’artigiano dell’arte. </strong></p>
<p><strong>L’artista crea ombre di fuoco: vernici nitro, diluenti, catrame, poliuretano espanso, polveri di ferro e colate di piombo, scarti industriali altamente inquinanti che si mischiano a frammenti di terra e vetro, gommalacca e pece greca, cenere e sabbia, conchiglie triturate, sottobosco di foglie e licheni e bacche frullate, per stare nella modernità mettendo le mani in quello che inquina e in quello che guarisce. </strong></p>
<p><strong>Ermenegildo Atzori prova a scovare l’immagine interiore impastando la materia, quella che fa affiorare dalla quercia il carattere, la tendenza autentica, il soffio dell’anima nascosta. E i riferimenti ai grandi maestri sono ricchi, da Burri e Fontana a Blake, sino a Pollock, per nuotare nelle acque profonde dell’immagine di Lynch o far parte di un granello del mondo di Chaplin. Un pò Jack London, un pò Samurai, Ermenegildo Atzori, costruisce carboni spenti di angeli luciferini che provano a entrare nel mondo, per crescere e lui, si diverte a inventare un </strong>gramlò <strong>di materie scartate. </strong></p>
<p><strong> </strong><em>Bianca Laura Petretto</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Shadow and fire Ermenegildo Atzori</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>B&amp;Bart museo di arte contemporanea</strong></p>
<p><strong>Collinas Bogotà</strong></p>
<p><strong>via San Sebastiano, 3 | Collinas &#8211; Italy</strong></p>
<p><strong>biancalaurapetretto@icsaa.it</strong></p>
<p><strong>www.bbartcontemporanea.com</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>SEDE INTERNAZIONALE B&amp;BArt</strong></p>
<p><strong>Calle 166#9-16</strong></p>
<p><strong>Suite 501 Bogota Colombia</strong></p>
<p><strong>Shadow and fire</strong><strong> </strong><strong>Ermenegildo Atzori</strong><strong> </strong><strong> </strong></p>
<p><strong>di </strong><strong>Bianca Laura Petretto</strong></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>direzione artistica di <strong>bianca laura petretto</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Musiche </strong>GARUA’</p>
<p><em>Paolo Costa</em><em> </em>batteria</p>
<p><em>Marco Di Pietrantonio</em><em> </em>basso</p>
<p><em>Ludovico Garau</em><em> </em>pianoforte</p>
<p><em>Mauro Pallagrosi</em><em> </em>sax</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Montaggio </strong></p>
<p>Andrea Lotta</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Fotografia </strong></p>
<p>Paolo Medas</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Direttore di redazione </strong></p>
<p>Giorgio Giorgetti</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Direttore attività internazionali</strong></p>
<p>Sandra Miranda Pattin</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Direttore di produzione </strong></p>
<p>Giorgio Bombi</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><strong>Comunicazione </strong></p>
<p>Roberto Petretto</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Segreteria e Pubbliche relazioni</strong></p>
<p><strong> </strong>Rita Picci, Silvia Corona</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Copyrigth</strong></p>
<p><strong>B&amp;BArt Museo di arte contemporanea Italy-Colombia 2010</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>B&amp;Bart museo di arte contemporanea</strong></p>
<p><strong>Collinas Bogotà</strong></p>
<p><strong>via San Sebastiano, 3 | Collinas &#8211; Italy</strong></p>
<p><strong>biancalaurapetretto@icsaa.it</strong></p>
<p><strong>www.bbartcontemporanea.com</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>SEDE INTERNAZIONALE B&amp;BArt</strong></p>
<p><strong>Calle 116#9-16</strong></p>
<p><strong>Suite 501 Bogota Colombia</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Ermenegildo Atzori comunicato stampa</title>
		<link>http://www.martegalleria.it/?p=464</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 13:03:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.martegalleria.it/?p=464</guid>
		<description><![CDATA[Ittiri, Palazzo Sussarello, 20 febbraio 2010 ore 20,30
 
La mostra East di Ermenegildo Atzori 
a cura di Bianca Laura Petretto
 
Il videoarte Shadow and fire  Ermenegildo Atzori
di Bianca Laura Petretto
 


Con il patrocinio del Comune di Ittiri,
B&#38;BArt Museo internazionale di arte contemporanea e la Casa di Moda De Modè di Gian Giuseppe Pisuttu e Anna Maria Baldinu, con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ittiri, Palazzo Sussarello, 20 febbraio 2010 ore 20,30</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>La mostra </strong><strong>East di Ermenegildo Atzori</strong><strong> </strong></p>
<p><strong>a cura di Bianca Laura Petretto</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Il videoarte </strong><strong>Shadow and fire</strong><strong>  </strong><strong>Ermenegildo Atzori</strong></p>
<p><strong>di Bianca Laura Petretto</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Con il patrocinio del <strong>Comune di Ittiri,</strong></p>
<p><strong>B&amp;BArt Museo internazionale di arte contemporanea</strong> e la <strong>Casa di Moda De Modè</strong> di <strong><em>Gian Giuseppe Pisuttu</em></strong> e <strong><em>Anna Maria Baldinu</em></strong>, con la collaborazione di <strong>(In)visibile</strong> di <strong><em>Thomas e Bernhard Lehner</em></strong> (Cagliari) e <span style="color: #993300;"><strong>M’Arte</strong> di <strong><em>Marco Barberis</em></strong> (Arma di Taggia-Imperia)</span>, inaugurano il progetto <span style="text-decoration: underline;">“ombre di fuoco”</span> per la stagione 2010 con la prima mostra <strong>East di Ermenegildo Atzori</strong> <strong><em>a cura di Bianca laura Petretto.</em></strong></p>
<p><strong><em> Si tratta di una sorta di incontro tra arte e moda</em></strong>,  gli stilisti aprono gli spazi all’arte contemporanea nello splendido Palazzo baronale Sussarello di Ittiri. Il percorso artistico si sviluppa nella struttura architettonica attraverso l’esposizione di 23 opere pittoriche dell’artista Ermenegildo Atzori, inserite tra i capi d’autore;</p>
<p>Nella stessa serata si presenta in anteprima il  <strong>videoarte inedito Shadow and fire</strong></p>
<p>Ermenegildo Atzori di Bianca Laura Petretto con le musiche dei Garuà, un sofisticato gruppo jazz italiano.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>In una serata esclusiva, promossa da B&amp;BArt Museo internazionale d’arte contemporanea e dalla Casa di Moda De Mode’, nella  cornice del Palazzo cinquecentesco baronale Sussarello di Ittiri, in Sardegna, il 20 febbraio 2010, a partire dalle ore 20,30 gli stilisti Gian Giuseppe Pisuttu e Anna Maria  Baldinu, promuovono l’arte contemporanea attraverso un allestimento singolare che inserisce tra i capi unici ideati e prodotti dai creativi padroni di casa, le forme, i colori e la materia delle opere pittorico plastiche di Ermenegildo Atzori.</p>
<p> <strong>East </strong>propone una selezione di opere realizzate dall’artista tre il 2005 e il 2006.</p>
<p>Uno sguardo all’Oriente con l‘ uso di argenti e ori, di gialli e rossi, tavolozze che attraverso il colore e il segno richiamano ideogrammi e memorie arcaiche.</p>
<p>Una proposta del contenitore contenuto, una sorta di matrioska dove l’arte pittorica, grafica, il quadro, si mischiano e dialogano con la moda, il design e il fashion.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><em>Inaugurazione:sabato 20 febbraio 2010 &#8211; ore 20,30 </em><em><br />
</em><em>Dal 20 al 27 febbraio 2010</em><em><br />
</em><em>Casa di moda De Modè di Gian Giuseppe Pisuttu e Annamaria Baldinu</em></p>
<p><em>Palazzo Sussarello &#8211; Ittiri </em><em><br />
</em><em>corso Vittorio Emanuele, 69, 07044</em><strong> </strong></p>
<p><em>demode.ittiri@gmail.com </em></p>
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		<title>Agostino Bagnato intervista Cynthia Korzekwa</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 12:21:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[dalla Rivista Albatros on-line
L&#8217;ESPERIENZA, CATEGORIA DELL&#8217;AGIRE UMANO NELLA VITA  NELL&#8217;AMBIENTE E NELL&#8217;ARTE
Di Agostino Bagnato (del 27/03/2006 @ 15:05:26, in Interviste e Interventi,) 

La pittrice americana Cynthia Korzekwa, da anni residente a Roma, presenta la sua formazione culturale e artistica, il giudizio sulla realtà italiana e le aspirazioni per l’Italia dei prossimi anni. 
Cynthia Korzekwa è orgogliosa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>dalla Rivista Albatros on-line</p>
<p>L&#8217;ESPERIENZA, CATEGORIA DELL&#8217;AGIRE UMANO NELLA VITA  NELL&#8217;AMBIENTE E NELL&#8217;ARTE</p>
<p>Di Agostino Bagnato (del 27/03/2006 @ 15:05:26, in Interviste e Interventi,) </p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>La pittrice americana Cynthia Korzekwa, da anni residente a Roma, presenta la sua formazione culturale e artistica, il giudizio sulla realtà italiana e le aspirazioni per l’Italia dei prossimi anni. <br />
Cynthia Korzekwa è orgogliosa dei suoi 52 anni. Li dichiara come una bandiera, un vessillo di festa. Ha ragione a farlo, perché è bellissima, piena di energia e di voglia di vivere, entusiasta del proprio lavoro. E’ giunta in Italia circa 25 anni fa per completare gli studi artistici e vi è rimasta, <br />
vivendo tra la Toscana e Roma. Ha insegnato all’Accademia di Belle Arti a Venezia, Firenze e Roma, con qualche puntata a Brera, prima di trasferirsi definitivamente a Roma. </p>
<p> <br />
Nata a San Antonio, Texas, nonno paterno polacco, da cui il cognome inconfondibile e di difficile pronuncia, cresciuta dalla balia messicana che l’ha introdotta alla musica e alla cultura del proprio paese, formatasi all’Accademia di Belle Arti della città natale, del Texas ha ereditato il senso dello <br />
spazio ampio, sintetizzato nel proverbio “Quando vedi il fumo del camino del vicino, cambia casa perché manca l’aria!”, il pragmatismo che è diventato un vero e proprio abito mentale, il realismo con cui guarda alle cose della vita, la concretezza nelle scelte e nelle realizzazioni. Questo arrogante; al contrario, Cynthia è una donna gentile, premurosa, dotata di un fortissimo senso dell’amicizia e della famiglia. Adora i due figli e l’uomo che ama. </p>
<p> <br />
La sua pittura è stata subito caratterizzata da un legame con la realtà, rifacendosi alla figurazione in chiave caricaturale, ricorrendo al linguaggio dei cartoon ma con una cifra assolutamente originale che l’allontana dalla Pop art . Il forte cromatismo delle sue carte e tele a olio con l’ausilio di pennarello e inchiostro di china, accanto ai disegni e alle sculture realizzate con materiali di risulta,  rende inconfondibile l’arte di Cynthia Korzekwa. L’apprezzamento della critica è stato immediato e anche il pubblico l’ha seguita con attenzione e interesse. Nello studio che ha aperto da qualche anno nel quartiere romano di S. Lorenzo si rifugia per realizzare i segmenti del suo percorso artistico, con serenità e sicurezza di esito. La sua disponibilità a esprimere giudizi e opinioni sulla  realtà italiana è immediata, analoga a quella che ha nei confronti del mondo dell’arte. Anche questo appartiene a quel pragmatismo che nasce dall’esperienza, come ha più volte precisato, frutto della sua interiore natura e dell’insegnamento di John Dewey, filosofo che considera un vero e proprio maestro.  E&#8217; un vero piacere incontrare Cynthia Korzekwa e parlare lungamente degli argomenti di comune interesse. </p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Come giudichi la situazione italiana sul piano generale, con  riferimento al costume e alle abitudini? Cosa è cambiato rispetto al tuo arrivo dal Texas quasi 25 anni fa? E come sarà l&#8217;Italia dei prossimi anni? </p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="color: #800000;">E&#8217; difficile dare una risposta. Vorrei rifarmi a un concetto  che ho definito della torre di Pisa, in quanto si percepisce  una situazione di pericolo. Per questo sono preoccupata, come donna, come madre e come artista. L&#8217;Italia, in effetti, non è cambiata rispetto al mondo, non è riuscita a mettersi a passo con i tempi della globalizzazione. Appare ingessata e questo è un aspetto che deve essere approfondito.</span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Quali sono le ragioni di quella che tu chiami ingessatura?  </p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="color: #800000;">Ci sono motivi storici e culturali profondi che riguardano la natura di essere degli italiani. Ma la responsabilità maggiore è della classe politica.</span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>In che senso?  </p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="color: #800000;">I cittadini delegano tutto alla politica. Lo spirito di partecipazione alle scelte fondamentali del paese è molto scarso, proprio perché da sempre è prevalso questo senso di delega. Purtroppo, la classe politica non è adeguata per far fronte alle esigenze di crescita e di sviluppo del paese nel  suo complesso. E a soffrirne sono proprio coloro che delegano. </span></p>
<p><span style="color: #800000;"> </span></p>
<p>Ma qual è la colpa maggiore dei cittadini che porta a questo senso di distacco dalla vita civile e che si traduce nella delega alla classe politica delle scelte fondamentali di una società?</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="color: #800000;">Io noto una diffusa assenza di responsabilità e di capacità concreta di partecipazione, al di là delle enunciazioni. Manca un sufficiente spirito solidaristico, tranne rare eccezioni, a causa della mancanza di preparazione e di esperienza. Inoltre, la popolazione soffre di un eccessivo bombardamento televisivo che fornisce informazioni che non si ha il tempo di selezionare. Per cui accade che l&#8217;informazione, invece di  avere un effetto positivo sull&#8217;individuo, si traduce in un&#8217;accettazione passiva.</span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Cosa intendi dire? Puoi fare un esempio?</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="color: #800000;">L&#8217;esperienza prepara il futuro. L&#8217;uomo non può vivere in apnea, in attesa che qualcuno decida e agisca per lui. Il filosofo americano John Dewey, che tu conosci bene, ha  insegnato il valore dell&#8217;esperienza, sia in via teorica in testi fondamentali della cultura del Novecento, sia nell&#8217;applicazione pratica attraverso la sua pedagogia, quella che passa come “attivismo pedagogico”. Questa pratica purtroppo non è diffusa in modo sufficiente in Italia. </span></p>
<p><span style="color: #800000;"> </span></p>
<p>Dewey sostiene che l&#8217;arte non è un&#8217;attività avulsa dalla concreta e comune esperienza, ma è un attivo apprezzamento di quegli aspetti qualitativi e formali che appartengono a ogni <br />
situazione reale. Sei d&#8217;accordo con questa teoria? </p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="color: #800000;">Assolutamente sì. Nel suo saggio fondamentale L&#8217;arte come esperienza del 1934, Dewey sostiene che, se il camminare esige di per sé una certa coordinazione e armonia di movimenti, la danza solleva tale armonia a fine intrinseco e ad autonoma fruizione estetica. Così è la pittura che riesce a esprimere il senso della realtà con immediatezza. Tu vivi in Italia da molti anni, sei cittadina italiana, i tuoi figli sono nati in questo paese. Di conseguenza, quello che accade in Italia ti tocca da vicino. </span></p>
<p><span style="color: #800000;"> </span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Posso domandarti come vedi l&#8217;Italia dei prossimi anni? </p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="color: #800000;">Non sono ottimista, perché non riesco a vedere un futuro roseo, proprio a causa dell&#8217;arretratezza di cui parlavo prima. L&#8217;evoluzione è difficile perché manca la consapevolezza delle scelte da compiere, compreso sacrifici duri quando è necessario. La delega alla classe politica, di cui ho parlato prima, impedisce di assumere consapevolezza sufficiente sulle reali difficoltà del paese. Di conseguenza, prevale l&#8217;informazione distorta per la popolazione teledipendente. Intendo dire che è la televisione a fare l&#8217;esperienza per noi. Poiché la televisione è usata male, non contribuisce a educare e a dare quella consapevolezza necessaria, la conseguenza è la mancanza di un corretto rapporto con la realtà.</span></p>
<p>Puoi spiegarti meglio?</p>
<p><span style="color: #800000;">La realtà viene fatta dalla televisione e non corrisponde alla verità. Di conseguenza, lo spettatore ha un rapporto con una realtà che non esiste, si costruisce una esperienza artificiosa che non aiuta ad assumere consapevolezza e responsabilità.</span></p>
<p>Cosa bisognerebbe fare?</p>
<p><span style="color: #800000;">Mi pare necessario avviare un vasto processo educativo, creando una sorta di biblioteca personalizzata da cui ricavare e assumere le informazioni che servono all&#8217;individuo contemporaneo a farsi un vestito mentale adeguato ai tempi. Io parto sempre da questo esempio: se ho davanti agli occhi un libro di bellissime poesie russe, ma non conosco la lingua, quel libro è muto, per me. Lo stesso accade con l&#8217;informazione. Non c&#8217;è soltanto la televisione, ma anche Internet. La messe di dati informativi è smisurata, ma se non si conosce il linguaggio del computer, se non si è in grado di navigare online correttamente, se non si è capaci di selezionare le informazioni, anche Internet serve a poco. Di conseguenza, la formazione e l&#8217;educazione sono fondamentali. Ecco perché parlo di biblioteca personalizzata.</span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Come vedi l&#8217;economia italiana?</p>
<p><span style="color: #800000;">Al di là delle cifre ufficiali dell&#8217;Istat, di Eurostat e del governo, mi pare che la situazione sia molto difficile in generale, mentre per alcune categorie è molto pesante, come per i pensionati. Facendo una comparazione con l&#8217;economia Usa che influenza il resto del mondo, si ha il senso del  fallimento del capitalismo come produttore di giustizia sociale. In America l&#8217;economia va avanti perché le persone si indebitano per consumare e andare avanti. Si tratta di una situazione drogata. Non si può mettere troppa aria in un palloncino, perché scoppia.</span></p>
<p>E tutto ciò cosa c&#8217;entra con l&#8217;Italia?</p>
<p><span style="color: #800000;">Si sta ripetendo qui la stessa situazione americana. Per consumare, la popolazione s&#8217;indebita; per arrivare alla fine del mese, non è un mistero che anche in Italia si ricorre al prestito incentivato dalle banche, con forme che rasentano la pirateria. Poiché l&#8217;economia capitalistica è basata sulla circolazione delle merci e sul consumo a ogni costo, va da sé che non potrà reggere a lungo. Quale sarà il prossimo ciclo? Nessuno può dirlo. Ma quello che appare incontrovertibile è  che il capitalismo, nonostante i suoi trionfi, proprio per la logica del consumismo sfrenato, distrugge le risorse naturali che non sono inesauribili e l&#8217;ambiente che non è rinnovabile</span>.</p>
<p>Hai qualche suggerimento al riguardo?</p>
<p><span style="color: #800000;">Lo sviluppo è produzione di ricchezza, ma deve essere equo e solidale, non deve togliere a molti per dare a pochi. Questa giustizia sociale il capitalismo non riesce ad assicurarla.</span></p>
<p>Cosa pensi delle politiche culturali del governo italiano?</p>
<p><span style="color: #800000;">Meglio cambiare argomento. Quando vedo Rocco Buttiglione in televisione mi viene una tristezza infinita e penso che dovrebbe darsi una spolverata in ogni senso. Come si fa a costruire e gestire politiche culturali moderne con la visione del mondo chiusa e clericale come quella del ministro? Ricordi la figura che ha fatto al Parlamento europeo, quando era candidato al ruolo di commissario&#8230;</span></p>
<p>Cosa cambierà con le prossime elezioni politiche? Il 9 e 10 aprile sarà un appuntamento importante per il futuro dell&#8217;Italia, non pensi? Cosa ti aspetti da questo importante appuntamento?</p>
<p><span style="color: #800000;">Sono preoccupata. Se dovesse vincere nuovamente Silvio Berlusconi e la coalizione di centro-destra i problemi del paese si aggraverebbero, perché continueranno a prevalere logiche di potere, di parte e di carattere personale, a dispetto di quella assunzione di responsabilità e partecipazione dei cittadini. Lo spirito del clientes , nel senso concepito nell&#8217;antica Roma, si accentuerebbe ancora di <br />
più, compresa quella sotterranea illegalità che è una caratteristica della cultura di destra. Sento dire da molti che, se dovesse rivincere Berlusconi, lasceranno l&#8217;Italia. Il  clima diventerà pesante e l&#8217;arroganza porterà questa gente a compiere atti contro la democrazia e la libertà delle persone. <br />
I prodromi si sono visti proprio nell&#8217;ultimo periodo, con  leggi pericolose e sbagliate. Io spero che vinca il centro-sinistra, anche se non mi entusiasmano i leader dell&#8217;Unione. Ma almeno c&#8217;è un programma,  un&#8217;idea di futuro, una scelta di campo contro la guerra&#8230; Non è poco. Mi auguro che Romano Prodi riesca a portare l&#8217;Unione al successo e ridare una speranza all&#8217;Italia e agli italiani.</span></p>
<p>Cosa rimproveri al centro-sinistra, pur auspicandone il successo elettorale?</p>
<p><span style="color: #800000;">La mancanza di un&#8217;anima che faccia distintività e carattere. Forse la ragione va ricercata nel carattere eterogeneo della formazione, ma mi piacerebbe una maggiore capacità di agire <br />
per rompere le incrostazioni culturali della storia, sulle quali il peso della Chiesa sono ancora rilevanti. Inoltre, il centro-sinistra dovrebbe fare uno sforzo per non parlare a se stesso, in quanto si ha sensazione che tutto è fatto per contenere le divisioni.</span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>E&#8217; un male della politica italiana in generale, abituata a parlare a se stessa&#8230;  Il politichese che viene rimproverato a tutti&#8230;</p>
<p><span style="color: #800000;">Esattamente. Io sono americana e sono cresciuta nel pragmatismo. Oggi la mia quotidianità è interamente italiana. Per questo soffro nel vedere le cose che non funzionano.</span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Hai un suggerimento da offrire alla politica?</p>
<p><span style="color: #800000;">Sì. Io vorrei che chi decide di fare politica, debba superare un esame di idoneità, sia per quanto riguarda le capacità sia per l&#8217;onestà. Si tratta di un problema etico e morale allo stesso tempo. La politica invade la nostra quotidianità e il cittadino ha il diritto di sapere che colui che si accinge a <br />
governare, anche se scelto dalla gente, ha le qualità per poterlo fare. Non basta la propaganda elettorale per selezionare in modo corretto la classe politica a livello locale e nazionale. <br />
</span></p>
<p>Come valuti il cinema italiano?</p>
<p><span style="color: #800000;">Non sono molto interessata al cinema in generale. Mi piacciono i film che divertono. Io ho bisogno di ridere e per questo sono interessata alla cinematografia che tratta argomenti divertenti, con intelligenza e originalità.</span></p>
<p>Che rapporto hai con la narrativa?</p>
<p><span style="color: #800000;">E&#8217; tanto tempo che non leggo un romanzo. Ho perso il gusto per la narrativa contemporanea. Naturalmente leggo ciò che mi interessa, ad esempio saggi sull&#8217;ambiente, sulla  sostenibilità, sulle politiche di difesa della natura di cui noi facciamo parte.</span></p>
<p>Qual è l&#8217;ultimo libro che hai letto?</p>
<p><span style="color: #800000;">Un libro veramente utile. S&#8217;intitola Perché le donne non sanno leggere le cartine stradali e gli uomini non sanno chiedere informazioni , di Barbara Pearch, una scrittrice australiana molto interessante.</span></p>
<p>Ascolti musica durante il giorno quando lavori?</p>
<p><span style="color: #800000;">Sono cresciuta nel Texas al ritmo e con i suoni della musica messicana. La mia balia era originaria del Messico e mi ha insegnato molti canti della sua terra. Mi piace la musica movimentata, veloce, che fa venire la voglia di muovermi e di  ballare. Quando lavoro nello studio, di fronte alle tele e ai <br />
materiali che utilizzo per le mie creazioni, mi muovo continuamente.</span></p>
<p>Tu sei un&#8217;artista contemporanea dal linguaggio molto originale, personalissimo. Cosa pensi dell&#8217;arte contemporanea, dunque?</p>
<p><span style="color: #800000;">Sono due anni che non metto piede in un museo, che non visito gallerie e mercanti d&#8217;arte, che non compro e consulti riviste d&#8217;arte. Preferisco affidarmi a Internet per le mie ricerche e tenermi informata.</span></p>
<p>Il tuo sito Internet è molto bello, animato e colorato. Corrisponde alla tua personalità, quasi una proiezione del tuo stato d&#8217;animo e quindi può essere considerata un&#8217;installazione nell&#8217;ambito della web art&#8230;</p>
<p><span style="color: #800000;">Ho studiato a lungo il linguaggio del computer proprio per essere in grado di sfruttarne le applicazioni possibili. L&#8217;artista non può fare arredamento, ripetere stilemi abusati, ma deve aiutare la cultura a rinnovarsi. L&#8217;artista fa spettacolo come se fosse in televisione attraverso Internet. <br />
Il mio blog risponde a questa logica di comunicare&#8230;</span></p>
<p>Qual è il tuo concetto di estetica?</p>
<p><span style="color: #800000;">Mi piace parlare di estetica del quotidiano, quella che  s&#8217;incontra ogni giorno quando si apre la finestra e si osserva il cielo terso e azzurro, gli alberi verdeggianti, la bellezza della città. Non si tratta di uno stato d&#8217;animo, ma quello che percepisco dall&#8217;osservazione della natura. Se il cielo è <br />
bello, se il sole scalda per me tutto ciò è estetica. L&#8217;estetica deve corrispondere al gusto, nel senso che quanto ci sta sotto gli occhi, quando è bello, si trasforma in gusto e contribuisce ad arricchire il nostro patrimonio di  conoscenze. Questo patrimonio diventa gusto e rende migliore la nostra giornata e la nostra vita.</span></p>
<p>Mi pare di capire che l&#8217;estetica per te non ha una implicazione di carattere filosofico&#8230;</p>
<p><span style="color: #800000;">No. La filosofia non mi appartiene come componente della creazione artistica, anche se non nego che il concetto di  estetica ha una sua valutazione nella filosofia dell&#8217;arte.</span></p>
<p>Quali sono le principali differenze tra gli Usa e l&#8217;Italia per quanto riguarda il mercato dell&#8217;arte?</p>
<p><span style="color: #800000;">In Italia qualche volta non ci si rende conto che il Rinascimento è finito circa cinquecento anni fa e non può tornare nelle stesse forme. Non si può vivere di eredità, ma occorre sviluppare continuamente nuovi linguaggi. Se si escludono il futurismo e il periodo metafisico di De Chirico, <br />
Carrà e Morandi non c&#8217;è nulla di nuovo in Italia nel campo dell&#8217;arte. Ci sono stati e ci sono grandi artisti, ma non hanno inventato niente. In America, trattandosi di una nazione giovane, non avendo un passato ingombrante alle spalle, il processo creativo è molto più libero. La produzione artistica del Novecento rappresenta il passato artistico degli Stati Uniti. Un secolo non è molto, per cui questo passato si sta costruendo ancora oggi. Più gli artisti sono liberi, più s&#8217;incrementa questa il patrimonio che si può definire passato.</span></p>
<p><span style="color: #800000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Cos&#8217;è cambiato dopo l&#8217;11 settembre 2001?</span></p>
<p><span style="color: #800000;">La libertà e la creatività si sono ristrette. Bisogna superare  la paura che ha colpito l&#8217;America e tornare a camminare sulla strada libera, senza condizionamenti ideologici e di civiltà</span>.</p>
<p>Puoi parlarmi dei tuoi attuali impegni artistici?</p>
<p><span style="color: #800000;">Sto lavorando da tempo a un libro che mi assorbe moltissimo. S&#8217;intitola Arte per le massaie. Ho dovuto studiare molto, documentarmi, imparare cose completamente nuove, estranee alla mia formazione e lontane anche dall&#8217;insegnamento che ho praticato in alcune Accademie di Belle Arti in Italia. <br />
</span></p>
<p>Di che si tratta?</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="color: #800000;">Io non sono un&#8217;artista decorativa, ma voglio essere utile alla società, ho l&#8217;ambizione di contribuire a rendere migliore la realtà. Attraverso l&#8217;arte voglio essere utile al paese dove vivo.</span></p>
<p>Come?</p>
<p><span style="color: #800000;">Ritorno al concetto di consumismo. Quanti rifiuti produciamo quotidianamente nelle nostre abitazioni, sotto forma di plastica, carta, cartoni, legno, lattine varie&#8230; I rifiuti,  oltre a distruggere risorse, inquinano l&#8217;ambiente in modo sempre più devastante. Io mi sforzo di utilizzare per fini <br />
artistici i materiali di scarto, i rifiuti della nostra quotidianità. Quindi, mi rivolgo alle donne che stanno in casa, alle massaie, per dimostrare come sia possibile produrre oggetti belli e utili, utilizzando materiali di scarto. Si tratta per certi aspetti di una operazione democratica.</span></p>
<p>Puoi spiegare questo concetto con un esempio? Cos&#8217;è la democrazia?</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="color: #800000;">La partecipazione dei cittadini al governo per garantire a tutti il diritto di avere acqua, aria e cibo. Quando questo diritto viene minacciato o violato da una ristretta cerchia oppure da scelte interessate compiute da chi governa, viene meno il valore della democrazia. Se si distrugge l&#8217;ambiente, condizione primaria per avere acqua, aria e cibo, ecco che si attenta in modo drammatico alla democrazia. Sono concetti elementari, ma quando li illustro, qualcuno mi guarda come se fossi una pericolosa sovversiva.</span></p>
<p>Cosa pensi delle politiche culturali del Comune di Roma?</p>
<p><span style="color: #800000;">Non conosco Gianni Borgna, assessore alla cultura da tantissimi anni e non sono in grado di esprimere una valutazione sulla persona. Penso che le cose fatte in questi ultimi anni dipendano fondamentalmente dalla qualità della coalizione guidata da Walter Veltroni.</span></p>
<p>Che giudizio dai sull&#8217;operato del sindaco Veltroni?</p>
<p><span style="color: #800000;">E&#8217; una persona straordinaria e mi piace moltissimo come opera. Sono orgogliosa di vivere in una città che ha per sindaco un  uomo come Walter Veltroni, votato direttamente dai cittadini. Gianni Alemanno e gli altri sfidanti non sono lontanamente paragonabili a lui e si sognano di riuscire a fare qualcosa che assomigli pallidamente a quanto realizzato dall&#8217;attuale sindaco. Mi auguro venga rieletto, per continuare l&#8217;opera di qualificazione e di modernizzazione di Roma.</span></p>
<p>Qual è il tratto distintivo della politica di Veltroni?</p>
<p><span style="color: #800000;">Ha capito che con la cultura si può dare una svolta alla città. Walter Veltroni ama la città, non soltanto perché vive a Roma, ma soprattutto perché vuole stare bene a Roma e di conseguenza vuole che anche i suoi concittadini si trovino bene. Questo è il suo segreto che si è trasformato nel principale merito.</span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Ci sono sollecitazioni creative provenienti dalla realtà italiana?</p>
<p><span style="color: #800000;">L&#8217;immenso patrimonio artistico che non si trova in nessuna altra parte del mondo consente di trovare stimoli ovunque. Il degrado non è bello e non mi piacciono gli artisti che si industriano a presentare gli aspetti negativi di una città e di una località. Io voglio trasformare le cose brutte, come la spazzatura e i rifiuti domestici, in cose belle. Il riciclaggio dei materiali, praticato con intelligenza e gusto, consente di creare cose belle.</span></p>
<p>Cosa rappresenta Roma per te?</p>
<p><span style="color: #800000;">In poche parole, volendo essere pragmatica, rappresenta la mia casa, il mio studio dove lavoro e dipingo, dove produco. Non cerco gli stimoli dalle località, da questo o quell&#8217;altro angolo di Roma, perché agisco sulle questioni generali legata all&#8217;esperienza, di cui ho parlato prima, anche con riferimento all&#8217;insegnamento di John Dewey.</span></p>
<p>Qual è il tuo stato d&#8217;animo?</p>
<p><span style="color: #800000;">La mia psiche è tonica, non per gli anni che passano, ma proprio perché ho l&#8217;esperienza di 52 anni. Il mio passato vissuto mi consente di essere serena e di potere contare sull&#8217;esperienza accumulata per alimentare la mia mente e trovare il giusto stato d&#8217;animo.</span></p>
<p>Da anni sei impegnata nella produzione di opere d&#8217;arte attraverso il riciclaggio di materiali di uso domestico. Hai dato un nome suggestivo a questa tua esperienza: Arte per massaie . In che cosa consiste?</p>
<p><span style="color: #800000;">In poche parole, significa fare con la spazzatura prodotta in casa e che va buttata, alimentando il grave fenomeno dell&#8217;inquinamento, opere d&#8217;arte e comunque cose belle. Si tratta di fare dai materiali di scarto, prodotti utili.</span></p>
<p>Puoi fare alcuni esempi?</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="color: #800000;">Per i miei figli che andavano a scuola ha fabbricato fogli di disegno dalle buste di carta della spesa. Lo stesso si può fare con la plastica, con il cartone, con gli imballaggi di plastica e legno. Nessuno pensa, quando butta un involucro di cartone, quanta acqua è necessaria per produrlo, oltre agli alberi. L&#8217;acqua non è una risorsa inesauribile, al contrario di quello che si pensa.</span></p>
<p>Può esserci un accostamento alla Pop art?</p>
<p><span style="color: #800000;">Può certamente esserci, se il riferimento è alla Factory di Andy Warhol. Con le buste di plastica faccio borse, tappeti e con il legno anche mobili che poi dipingo trasformandole in opere d&#8217;arte. Con ogni prodotto riesco a fare un diario del mio vissuto.</span></p>
<p>Tu ami molto la Grecia e in particolare l&#8217;isola di Paros, nell&#8217;arcipelago delle Cicladi. Cosa ti ha spinto a questa scelta?</p>
<p><span style="color: #800000;">Sono innamorata della Grecia. Non posso vivere sempre in città. Debbo trovare un mio equilibrio stando a contatto con  il mare, l&#8217;aria piena di ione negativo, lo spazio aperto. Non bisogna dimenticare che sono nata in Texas, dove gli spazi sono immensi&#8230;</span></p>
<p>C&#8217;è una incidenza della civiltà ellenica nella tua decisione? Platone e Aristotele sono ancora attuali?</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="color: #800000;">Sicuramente, perché la civiltà e la cultura occidentali sono nate proprio in Grecia. Non solo la filosofia ha avuto origine nell&#8217;Egeo, ma anche la psicologia in forme diverse rispetto a come la conosciamo oggi. Il teatro greco è un esempio. La lingua greca inoltre è ricca di sfumature e consente di descrivere con precisione gli stati d&#8217;animo. La parole amore  ha tre vocaboli, eros , agape , emeros , ognuno con significati e sfumature differenti. Io conosco poche frasi in  greco e mi rammarico di questo mio limite, perché riconosco che tutto inizia dalla cultura ellenica.</span></p>
<p>Qual è il tuo rapporto con la religione?</p>
<p><span style="color: #800000;">La religione deve tornare in chiesa e in casa e smetterla di condizionare la società. la fede religiosa è una scelta personale e per entrare in contatto con Dio non c&#8217;è bisogno di mediatore, nel senso di sacerdoti, pastori, imam, muezzin, monaci. Inoltre, nel nome di Dio non si può fare ciò che si vuole, a cominciare dalle guerre. Oggi c&#8217;è poca fede nella  religiosità e troppa politica. Anzi, mi sento di affermare che  la politica spesso si traveste da religiose. E questo costituisce una vera e propria ingiuria.</span></p>
<p>Sei per la tolleranza e l&#8217;integrazione culturale, etica e religiosa o ritieni che l&#8217;Occidente debba difendere la propria civiltà da possibili contaminazioni, anche se questo dovesse comportare uno scontro tra cristianesimo e Islam, come pretende Oriana Fallaci?</p>
<p><span style="color: #800000;">Non voglio neanche sentire quelle parole di tolleranza e  integrazione, perché le ritengo offensive per l&#8217;intelligenza umana. La diversità è una ricchezza e non deve rappresentare  una paura. Io sono americana e sono nata dalla contaminazione  e dalla mescolanza di popoli e culture. E sono venuta bene!</span></p>
<p>La guerra in Iraq è stata giusta?</p>
<p><span style="color: #800000;"> No, è stato un grave atto politico voluto dai neocon e dai loro capi George W. Bush e Donald Runsfeld per i propri  interessi personali. Hanno fatto la guerra per se stessi usando la vita degli altri. Questo è profondamente immorale.</span></p>
<p>Come se ne esce? L&#8217;Iraq è stato distrutto prima dalle bombe anglo-americane e poi dal terrorismo. Pensi che sarà possibile una pacificazione dopo la terribile scia di sangue e di morte?</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="color: #800000;">Io temo che non se esca. Vedi, lo stato d&#8217;animo di coloro che guardavano alla guerra come un evento necessario, di fronte alle crescenti difficoltà hanno cambiato opinione, in America come altrove. Alcuni hanno vergogna ad ammetterlo, per ipocrisia e opportunismo. Ma Bush non ammetterà la sconfitta, per orgoglio e per irresponsabilità.</span></p>
<p>Qual è il reale sentimento degli americani sulla guerra in Iraq?</p>
<p><span style="color: #800000;">C&#8217;è molto disincanto, adesso che si rischia di perdere. Non c&#8217;è ancora la sindrome del Vietnam, ma la situazione economica spaventa la gente perché la guerra appare infinita e assorbe molte risorse che il mercato del petrolio non riesce a compensare, nonostante il continuo aumento del prezzo del  greggio.</span></p>
<p><span style="color: #800000;"> </span></p>
<p>Cosa di aspetti dal futuro?</p>
<p><span style="color: #800000;">Da oltre un anno sono in apprensione per quanto riguarda il futuro. Non so cosa attenderà i miei figli nei prossimi anni.  Questo mondo mi appare come una multiproprietà e io, in quanto comproprietaria, mi sento ingannata, defraudata, derubata. Non è un sentimento di poco conto. Bisogna non fare prevalere la sfiducia e il pessimismo, agire perché torni il bel tempo, a <br />
cominciare dalla vittoria di Romano Prodi alle prossime elezioni, ma non posso dire di essere ottimista.</span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Grazie e auguri per il tuo lavoro.</p>
<p>Roma, 15 marzo 2006 <br />
Cfr. John Dewey, L&#8217;arte come esperienza , a cura di C.  Maltese, Firenze 1951. Edizioni successive: 1960, 1973.</p>
<p>Sull&#8217;argomento relativo al rapporto arte-esperienza e alle relazioni tra esperienza e natura, vedi Nicola Abbagnano, Storia della filosofia. Dallo Spiritualismo all&#8217;Esistenzialismo , Milano 2006, pp. 384-389.</p>
<p>Riconoscimenti e Copyright</p>
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		<title>Annalisa Rosso intervista Alexander Laurenzo</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 17:13:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[transpersonal portraits

- Hai iniziato a fotografare e a pubblicare i tuoi lavori su riviste specializzate nel 1970. Da allora la tua carriera ha seguito percorsi vari e la tua opera è cambiata di conseguenza. Quanto è stato importante, ai fini della tua produzione attuale, questo processo?

Il percorso del mio passato, che non ho mai pensato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>transpersonal portraits</strong></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>- Hai iniziato a fotografare e a pubblicare i tuoi lavori su riviste specializzate nel 1970. Da allora la tua carriera ha seguito percorsi vari e la tua opera è cambiata di conseguenza. Quanto è stato importante, ai fini della tua produzione attuale, questo processo?</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="color: #800000;">Il percorso del mio passato, che non ho mai pensato in termine di carriera, è stato molto movimentato sia sotto l&#8217;aspetto esteriore (spostamenti geografici) sia sotto l&#8217;aspetto interiore (lavorativo, sociale). Forse due cose si possono dire: per lunghi periodi le necessità della vita hanno spinto il mio lavoro artistico al margine del quotidiano, e l&#8217;ho tenuto in vita come una piccola fiamma in attesa di “tempi migliori”. Quando però ho avuto occasione di lavorare in modo creativo, sentivo il bisogno di focalizzare l&#8217;attenzione sulla ricerca dell&#8217;essenza nelle immagini che creavo e che avrei voluto creare.</span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>- La tecnica che utilizzi non è complessa. Eppure si tratta sempre di un intervento drastico, che rivoluziona il semplice concetto di scatto fotografico. Questa operazione è pura astrazione concettuale o credi che si tratti di un processo più articolato, per rendere l’immagine più vera del vero?</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="color: #800000;">La tecnica per me è quasi sempre stata secondaria. Nasce dalle esigenze di esprimere una certa cosa. Questo può essere la realizzazione di un&#8217;immagine che vedo dentro – per così dire ad occhi chiusi – come può essere la curiosità di scoprire qualcosa che non riesco ad “immaginarmi”. Non mi ricordo di aver sviluppato concetti astratti a priori. Il rapporto della verità di una foto con altre verità fuori di essa, se c&#8217;è, può avere tutte le sfumature: corrispondenza – negazione – contrasto – ricordo -  previsione o altro.</span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>- Quanto conta la tecnica, nel tuo modo di fotografare, e quanto è importante la capacità di suscitare un’emozione netta, inevitabile, che prescinde dall’esercizio di bravura? Tra occhio e cuore cosa ascolti di più quando scatti?</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="color: #800000;">Credo, che per me l&#8217;occhio sia il punto sottile, dove la razionalità ed il cuore si toccano. Una fotografia – se sono fortunato – diventa un&#8217;espressione di questo incontro e riesce a trasmettere un&#8217;emozione a volte imprevedibile.</span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>- I giochi di luce, le ombre e le nebulose che animano le tue immagini mi sembrano importanti almeno quanto &#8211; e forse più &#8211; dei soggetti ritratti. Visioni oniriche o fantasmi, sono aureole quasi mistiche che aleggiano attorno al nucleo della fotografia. Io ho l’impressione che questo senso di indefinito sia la chiave che rende emotivamente universali i tuoi lavori. Tu attribuisci un significato a questa vaghezza?</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="color: #800000;">È vero che, soprattutto nel bianco e nero, la luce e l&#8217;ombra costituiscono la grammatica di un linguaggio che può abbracciare un oggetto, come un paesaggio, come un corpo. La luce esiste sempre – quella del sole e quella universale. Noi possiamo creare l&#8217;ombra. Il buio. Senza il buio non c&#8217;è forma. Non ci sarebbero cose visibili. Anche questo mondo non è che una sfera sospesa nel vuoto che interrompe un raggio di luce. Non solo nell&#8217;arte ma anche nel pensiero e nella letteratura esiste una vaghezza consapevole, che può essere molto più precisa (e sincera) di una affermazione nitida, che pretende di sapere e di dimostrare.</span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>- Il tempo è una questione di primaria importanza nel tuo lavoro. Nei rapporti tra i soggetti ritratti, nel senso di malinconia che le fotografie portano con sé, nel gioco di proiezioni tra futuro e presente che spesso suggerisci. E, non da ultimo, le tue fotografie sembrano venire da molto lontano, da un tempo sospeso che esiste, ma chissà dove. Puoi spiegare questa sensazione? Ti appartiene?</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="color: #800000;">Sarà difficile rispondere a questa domanda bellissima in modo breve e degno. Diciamo che è piuttosto lo sciogliersi del tempo che ha una certa importanza nel mio lavoro. Il concetto lineare del tempo che passa sviluppato nella nostra civiltà mi è sempre sembrato molto astratto e casuale. Cos&#8217;è questo “tempo”?  Presso alcune tribù indiane del Nord America, per esempio, esistono modelli completamente diversi di pensarlo. Lì non si conta una infinita quantità di giorni, di ore o di anni diversi. Il giorno è sempre lo stesso  giorno, che si ritira di sera e si alza con la prima luce del mattino – accumulando esperienza e saggezza. La sensazione di venire da molto lontano, da un tempo e anche da un luogo sospeso chissà dove? &#8230;sì. Questa sensazione non appartiene solo alle mie fotografie. Appartiene a me.</span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>- A prescindere dall’emozione che suscitano, nei tuoi lavori si legge un forte equilibrio compositivo. Un pensiero forte, che sfiora il concettualismo e che amministri con mano ferma. E consapevole. Puoi parlarci della tua opera? Ti senti cosciente e padrone del tuo operato? E del flusso di sentimenti che genera?</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="color: #800000;">Se mi sento padrone del mio lavoro e di quello che potrebbe suscitare? Assolutamente no. Soprattutto nel progetto dei ritratti transpersonali. Se si percepisce il flusso di una forza in queste immagini, è una forza che passa attraverso di me e mi usa come strumento.</span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>- Perché hai scelto la dimensione del ritratto? Alcuni tra i migliori fotografi contemporanei l’hanno sistematicamente evitata. Altri vi si sono avvicinati dopo molto tempo. Tu come sei arrivato ad affrontare a viso aperto la forma di espressione artistica che forse più di ogni altra rende delicato e coinvolgente il ruolo dell’artista?</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="color: #800000;">In verità non ho fatto tanti ritratti. C&#8217;era un progetto di ritratti quando ero ancora studente in California, cioè nel 1984. Mi piaceva molto fotografare paesaggi, oggetti o persone in rapporto con un paesaggio. Poi intorno al &#8216;90 è nato il primo ritratto transpersonale. Se uno pensa che in diciotto anni ho fatto dodici ritratti non si può proprio dire che ho sviluppato un&#8217;attività frenetica in questo campo. Nel ritratto transpersonale ho forse trovato una forma di ritratto che riesce a viaggiare nella profondità dell&#8217;anima che trascende l&#8217;individuale – evitando così il confronto con l&#8217;individuo.</span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Annalisa Rosso intervista Sandra Miranda Pattin</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 11:38:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Annalisa Rosso intervista Sandra Miranda Pattin darante la preparazione della mostra &#8220;Sacra Lumen&#8221;
.
- I tuoi lavori hanno una dimensione etnica forte. I materiali che utilizzi evocano storie lontane nello spazio e nel tempo. I colori sono quelli della terra o comunque naturali. Niente plastica, nessun accenno pop. Anzi, si può dire che tu sia all&#8217;antitesi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Annalisa Rosso intervista Sandra Miranda Pattin darante la preparazione della mostra &#8220;Sacra Lumen&#8221;</p>
<p><span style="color: #f0f0f0;">.</span></p>
<p>- I tuoi lavori hanno una dimensione etnica forte. I materiali che utilizzi evocano storie lontane nello spazio e nel tempo. I colori sono quelli della terra o comunque naturali. Niente plastica, nessun accenno pop. Anzi, si può dire che tu sia all&#8217;antitesi di certa cultura occidentale sintetica e ipertrofica. Ti sei trasferita in Italia da Bogotà (Colombia) nel 1998. Quanto di questo spostamento si riflette nel tuo sguardo antropologico? È un tratto che ricerchi consapevolmente o una caratteristica spontanea, quasi inconscia?</p>
<p><span style="color: #f0f0f0;">.</span></p>
<p><span style="color: #800000;">C&#8217;è un po&#8217; di entrambe le cose. Viaggiare è una sorta di bisogno, apre la porta di stanze remote dentro di me e ne crea di nuove, per ciò il percorso tracciato diventa uno sguardo antropologico, è quasi una sintesi di ciò che si assorbe lungo il percorso. I materiali sono legati ad un senso molto istintivo, primitivo, sono materiali che esistono da molto più tempo che quelli più legati alla cultura pop come ad esempio la plastica, per ciò credo che richiamino sensazioni molto più profonde nelle persone. A me interessa toccare la gente, in modo sottile e soave, attraverso un linguaggio a volte quasi impercettibile ma che rimane inconsciamente inciso su di noi. Io non voglio urlare ma sussurrare con abbastanza forza da farmi ascoltare.</span></p>
<p><span style="color: #f0f0f0;">.</span></p>
<p>- La materia è sempre presente nei tuoi lavori. Le tue opere sono concrete, reali, solide. Anche quando si tratta di performance. Una traccia profonda, legata a una femminilità archetipica. La donna simbolo di fertilità ma anche capace di occuparsi degli altri e confrontarsi in pratica con i grandi temi della vita. Nascita, morte, malattia. Penso a Allow, in cui tu lavi i capelli a una ragazza e poi lei ti rende il gesto. Questa tangibile corporeità è legata al tuo essere un&#8217;artista donna?</p>
<p><span style="color: #f0f0f0;">.</span></p>
<p><span style="color: #800000;">Io non sono una femminista ma senz&#8217;altro essere un&#8217;artista donna fa riflettere su molte cose. Io vivo in prima persona le molte cose delle quali le donne si privano per essere forti, soprattutto quando si è lontani da casa, quando si è soli e si deve dunque sopravvivere sperando di essere feriti il meno possibile. Allow è permettersi un gesto che ne possa restituire un altro. Un gesto d&#8217;amore che ci permettiamo poco magari per paura di non riceverlo mai indietro o per paura di esporci, di diventare vulnerabili. È una riflessione che io vivo da donna più che da artista.</span></p>
<p><span style="color: #f0f0f0;">.</span></p>
<p>- Mixed media. Sono parole che usi per definire il tuo lavoro. Oltre all&#8217;inventario di materiali tra i più svariati che utilizzi per le tue installazioni, ti esprimi anche attraverso la scrittura. Un tuo romanzo in spagnolo è stato pubblicato on line sul sito www.yoescribo.org. Sei curatrice di mostre. Hai fondato la rivista ArtSEEN (www.artseenjournal.com) e il sito d-side Art (www.d-sideart.com), una piattaforma che permette a critici, giornalisti, curatori, artisti e appassionati di entrare in contatto. Il tuo operato è decisamente molteplice. Da cosa derivano questi piani diversi eppure complementari?</p>
<p><span style="color: #f0f0f0;">.</span></p>
<p><span style="color: #800000;">La scrittura è la prima espressione creativa della mia vita, agli occhi di tanti compagni di scuola io sarei dovuta diventare una scrittrice. Il mio percorso creativo dunque inizia da questo, ed è diventata quasi una pratica quotidiana nella mia vita, qualche volta l&#8217;ho portata a confrontarsi col pubblico ed è qualcosa che vorrei ancora esplorare. Le attività che ho intrapreso sono legate alla mia voglia di dialogare con altri artisti, di creare un dialogo che sembra essere diventato impossibile ed irraggiungibile. C&#8217;entra molto anche la mia curiosità e voglia insaziabile di imparare, di guardare, osservare ed assorbire, le mie opere alla fine si alimentano anche da questo.</span></p>
<p><span style="color: #f0f0f0;">-</span></p>
<p>- Dici che collezioni &#8220;piccoli oggetti, contenitori, vetro, parole, cose&#8221;. Una tua opera si intitola Collezione di Lacrime. Raccogli materia e sentimento. Un desiderio di fermare il tempo, di salvare dal decadimento quello che hai scelto e ha un significato. Un atto che si contrappone alla perdita. Anche il tempo, nei tuoi lavori, sembra bloccato. Ti riconosci in questa idea di a-temporalità che ha un sapore salvifico?</p>
<p><span style="color: #f0f0f0;">.</span></p>
<p><span style="color: #800000;">Conservare momenti, pensieri oppure oggetti che ci riportano nel tempo mi permette di imparare, di osservare, di salvaguardare ogni volta ciò che ci ricorda la nostra umanità, il passaggio del tempo. Ogni evento lascia una sua traccia di qualcosa che si è persa per sempre, mi interessa legarmi all&#8217;importanza di un evento per il mio presente. Nel caso specifico delle lacrime è stato, oltre che un esercizio interessante, un modo di quantificare il dolore per un periodo di tempo, per renderci conto dell&#8217;influenza e della traccia che alcuni episodi lasciano nella nostra vita, quanto tempo investiamo nel dolore, è anche esso una sorta di guarigione. Collezionare è comunque qualcosa che faccio da sempre e che forse ho imparato a fare da mio padre, andavamo ai mercatini dell&#8217;antiquariato e lui con occhio esperto riusciva molto spesso a scoprire degli oggetti importanti, per me era quasi una caccia al tesoro. Quindi gli oggetti sono legati anche a momenti speciali che ho trascorso con mio padre e che rimangono qualcosa da conservare.</span></p>
<p><span style="color: #f0f0f0;">.</span></p>
<p>- La tua opera ha una forte componente spirituale. Una tua installazione è ospitata in una chiesa antica ed è diventata parte integrante dello spirito sacrale del posto. Una sensibilità dal forte tasso mistico. Quanto c&#8217;è di religioso in tutto questo e quanto, invece, è legato a una dimensione immateriale e ascetica ma non per questo devozionale?</p>
<p><span style="color: #f0f0f0;">.</span></p>
<p><span style="color: #800000;">Io sono credente ma non religiosa, comunque le religioni mi interessano dal punto di vista dei rituali, dei culti che si utilizzano per custodire preghiere e pensieri e desideri. È bellissimo il gesto di fede, di credere, di depositare un nostro pensiero in un luogo sacro. È altrettanto vero che le persone hanno bisogno di spazio per parlare ma di uno spazio che sia in qualche modo sacro, speciale e questo nel comune popolare è legato alla religione, a luoghi di culto come le chiese che io amo molto. I templi mi affascinano proprio perché hanno il potere di far dialogare le persone intimamente con se stesse.</span></p>
<p><span style="color: #f0f0f0;">.</span></p>
<p>- Le tue attività non strettamente creative sono legate a una necessità di divulgazione dell&#8217;arte. Tua e altrui. Oltre alla rivista ArtSEEN e il portale d-side Art che hai contribuito a realizzare, hai un blog e un sito tuo (www.sandramiranda.com). Perché per te è importante la comunicazione del mondo dell&#8217;arte contemporanea? E come ti muovi nel mondo virtuale?</p>
<p><span style="color: #f0f0f0;">.</span></p>
<p><span style="color: #800000;">La comunicazione è indispensabile, io come artista voglio innanzitutto comunicare, oggi il mondo ci offre il modo per farlo ma è anche un ostacolo perché ora più che mai dobbiamo imparare la forma, altrimenti potremmo perderci nell&#8217;immenso oceano della comunicazione di massa oramai percepita superficialmente. Oltre a ciò che si dice è importante più che mai come si dice, per ciò vivo il contrasto della comunicazione, del tessere la rete che lega il mio lavoro anche a qualcuno che si trova molto lontano mentre nelle mie opere, soprattutto quelle più recenti, c&#8217;è molto più silenzio, la pausa necessaria per assimilare l&#8217;informazione. Mi muovo abbastanza bene nel mondo virtuale ma mi rendo conto di quanto esso contribuisca alla mia già innata solitudine, per ciò cerco sempre di fare interagire in qualche modo le persone con le mie opere, per recuperare la nostra capacità di rapportarci.</span></p>
<p><span style="color: #f0f0f0;">.</span></p>
<p>- Le tue opere sono dense di emozioni selvagge. Sentimenti profondi, universali, bassi come il gorgoglio di un fiume sotterraneo pronto a rivelarsi. Un tema a te caro è quello del fuoco, che affronti in questa mostra. Potenza assoluta, fragore dirompente, pensieri magmatici. Il fuoco è violento e pericoloso. Ma anche fondamento di tutte le culture, portatore di vita e crescita. Come gestisci questo aspetto irrazionale e brutale dei tuoi lavori? Come lo sposi con il lato più delicato e sensibile, che altrettanto spesso affiora?</p>
<p><span style="color: #f0f0f0;">.</span></p>
<p><span style="color: #800000;">Il fuoco è un elemento contrastante di per sé, nel suo silenzio o meglio nel suo far rumore così piano da non sentirlo è capace di diffondersi, distruggere, ma è la stessa forza della vita, dell&#8217;amore se vogliamo, così contrastante. L&#8217;acqua che è l&#8217;altro elemento che a me interessa maggiormente è senz&#8217;altro il suo rivale, per ciò è naturale che nel mio percorso entrambi gli elementi vengano esplorati. Mi interessa il fatto che ognuno contiene gli estremi della vita, la gioia, il dolore, la calma e la tempesta e noi che ci troviamo in bilico fra di loro.</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>in arrivo su m&#8217;arte</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 11:44:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ermenegildo atzori, sabato 13 marzo 2010, ombre di fuoco
vittorio marangoni, sabato 17 aprile 2010
bogomir krajnc, sabato 22 maggio 2010
-
saldi di fine stagione, show group, sabato 10 luglio &#8211; 30 settembre
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ermenegildo atzori, sabato 13 marzo 2010, ombre di fuoco</p>
<p><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;">vittorio marangoni, </span><span style="color: #000000;">sabato 17 aprile 2010</span></span></p>
<p><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;">bogomir krajnc, sabato 22 maggio 2010</span></span></p>
<p><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;">-</span></span></p>
<p><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;">saldi di fine stagione, show group, sabato 10 luglio &#8211; 30 settembre</span></span></p>
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